Stefano Boccalini

Un incrocio di conoscenze di Adelina von Fürstenberg

Stefano Boccalini è un artista concettuale ma nella sua ricerca i concetti o le idee non hanno la precedenza sulle preoccupazioni estetiche, tecniche e materiali come accadeva per i primi artisti concettuali, quale ad esempio Sol LeWitt che scriveva:  "Nell'Arte Concettuale l'idea o il concetto è l'aspetto più importante del lavoro. Quando un artista utilizza una forma d'arte concettuale, significa che tutta la pianificazione e le decisioni vengono prese in anticipo e l'esecuzione è una faccenda superficiale" (1967, p. 80).

L'esecuzione del lavoro di Boccalini non è una questione da poco; le opere non sono fabbricate semplicemente seguendo istruzioni date a priori ma sono eseguite dall'artista stesso insieme agli artigiani, coinvolti in uno scambio di sapere fra la poetica del lavoro e la tradizione  artigianale, incorporandone le conoscenze nella pratica artistica e pedagogica. In questo, Boccalini si inserisce appieno nella tradizione dell'Arte Povera, un'arte che non interpreta ma semplicemente percepisce il fluire della vita e dell'ambiente,  utilizzando materiali fino ad allora mai considerati e ponendo la propria attenzione non tanto sull'opera d'arte quanto invece sul processo di creazione stesso.

Il linguaggio è il protagonista del progetto La Ragione nelle mani, sebbene l'utilizzo della parola sia già stato sperimentato nel corso delle ricerche artistiche del XX° secolo, come è avvenuto durante gli anni Sessanta nell’ambito dell'arte concettuale, per esempio con artisti come Ed Ruscha o Giovanni Anselmo. Nel lavoro di Boccalini, tuttavia, attraverso la ricerca e la scelta delle parole intraducibili, egli crea una biodiversità di concetti provenienti da minoranze linguistiche. Le opere derivano esclusivamente dall'importanza del significato della parola impiegata mentre il materiale e i mezzi artigianali con cui sono eseguite giocano un ruolo cruciale.

Dono (2017) è una delle prime parole di Boccalini realizzate con la tecnica dell'intreccio del legno di nocciolo, usata per fabbricare cestini da un esperto artigiano della Valle. È l'inizio di una storia basata sulle affinità e sugli scambi tra l'artista e gli artigiani della Valle Camonica. In questo luogo i saperi s'incrociano attorno a una serie di lavori, attraversando uno spazio antropologico, definito dall'esperienza umana, a favore dello sviluppo culturale del territorio e dell’apprendimento reciproco.

In questi anni, la Valle Camonica e il paese di Monno hanno offerto all'artista un laboratorio ideale per ridefinire il rapporto tra arte e artigianato. In questo luogo Boccalini ha creato, insieme alla Comunità Montana e al Comune di Monno, un programma più specifico e duraturo: Ca'Mon, un centro per l'arte e l'artigianato della montagna, un luogo di ricerca e sperimentazione che, a partire da una condizione locale, vuole aprirsi ad una dimensione internazionale attraverso residenze e laboratori, allo scopo di rinvigorire una filosofia sociale in cui materia e spirito si intrecciano. Il progetto nasce sulla base di una convinzione costruttiva che identifica nella tradizione artigianale della Valle Camonica il punto di origine per un'esperienza estetica veritiera. È quel tipo di esperienza che già gli artisti della Bauhaus ricercavano quando nel lontano 1919 Walter Gropius, volendo portare l'arte a dialogare con l'estetica artigianale, sottolineava nel manifesto inaugurale del Bauhaus: "Architetti, scultori, pittori, dobbiamo tornare all'artigianato!".

"Il funzionalismo razionale è tecnica. Il funzionalismo irrazionale è arte (..)", scrive Joseph Albers (1937) per mettere l'accento esattamente su questo incrocio di conoscenze. Così per Boccalini l'arte si manifesta attraverso la consapevolezza, i concetti e le emozioni, mentre gli artigiani della Valle Camonica, con la loro tecnica e il loro savoir faire secolare, ricamano, intagliano, tessono e intrecciano le parole intraducibili dell'artista, rivelando così la ragione che vive nelle loro mani.

Bibliografia:
- Albers,  Josef, 1937, Truthfulness in Art, conferenza presso la Harvard University Graduate School of Design, Cambridge, Mass., 11 dicembre.
- LeWitt,  Sol, 1967, "Paragraphs on Conceptual Art", in Artforum,  vol. 5, no. 10, Summer.

[Immagine: ricamo e carta]

TAG: stefanoboccalini, laragionenellemani, artistaconcettuale, arteconcettuale, artista, vallecamonica, camon, arte, art

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