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Grossi Maglioni

Il duo Grossi Maglioni

Grossi Maglioni (Francesca Grossi e Vera Maglioni, *1982, Roma) hanno iniziato la loro collaborazione nel 2006 e hanno costituito la loro ricerca principalmente nell’ambito della performance, dell’installazione e del workshop.
La pratica performativa è spesso combinata con la produzione di oggetti e installazioni manipolabili che ospitano laboratori, incontri ed eventi pubblici.
L’indagine su diversi temi legati alla società e alle soggettività, coniuga i metodi della ricerca artistica con quelli dell'antropologia e dell'educazione, concentrandosi nella produzione di progetti a lungo termine su argomenti politicamente controversi.
Gli ultimi lavori hanno come soggetto la relazione con l’altro, in particolare la relazione a due, ed indagano le immagini e la rappresentazione del gesto.
Nella primavera del 2020, periodo di esplosione della pandemia, Grossi Maglioni ha avviato un lavoro di confronto e riflessione sulle problematiche legate alla cura e alla maternità scrivendo, con l’artista Sara Basta, una lettera aperta, “Siamo noi le vere mostre!”, sulla condizione delle madri artiste in Italia. L'obiettivo era quello di portare alla luce il gender gap che riguarda le artiste e che viene percepito fortemente nella quotidianità.
Come duo, Grossi Maglioni ha cominciato a lavorare a questo tema quando Francesca Grossi ha avuto la sua prima figlia, Bianca, nel 2015. Da allora, hanno costruito nidi e rifugi all’interno delle loro installazioni, dove potersi occupare dei propri figli. Successivamente le artiste hanno avuto altre gravidanze, durante le quali hanno iniziato a lavorare alla trasformazione del corpo attraverso costumi e fotografie per rendere evidente come l’instaurarsi di una relazione di cura possa portare il corpo e la mente della donna ad espandersi e modificarsi anche in modi fantastici e terrificanti.
Nel 2017, per la mostra “Campo Grossi Maglioni” realizzata ad AlbumArte, Roma, hanno sviluppato una prima configurazione di una Tenda dell’accudimento, che ha dato avvio ad un nuovo lavoro performativo e partecipato che ha coinvolto madri e bambini. Nel 2018, in Serbia, durante un laboratorio, in occasione della residenza “Magic Carpets”, hanno dialogato con un gruppo di donne al fine di scrivere una narrazione che aveva come protagonista una “Madre Bestia”. Durante l’incontro sono emersi alcuni racconti legati alla cultura serba in cui la narrazione sulla madre si accompagnava a quella della guerra, restituendo un’immagine eroica, dedita alla patria, che si discosta totalmente dall’immagine di donna con fattezze animali e caratteristiche letali o seduttive che le artiste avevano trattato in precedenza.
Le opere di Grossi Maglioni sono state esposte in gallerie, musei e istituzioni accademiche, tra cui: Kaunas Picture Gallery, Kaunas; < rotor > center for contemporary art, Graz; Kunsthalle Bratislava; Accademia di Ungheria, Roma; Novo Kulturno Naselje, Novi Sad; Istituto Svizzero, Roma; AlbumArte, Roma; American Academy, Roma; Viafarini, Milano; MACRO, Roma; Verkstad for konst, Norrköping; ERBA Ecole Régionale des Beaux Arts di Besançon; Museo Konstall, Vasa. Hanno partecipato a numerose residenze, tra cui: Magic Carpets Residency, Novi Sad; Rupextre, residenza per artisti e antropologi, Matera; Svenska konstskolan, Nykarleby. Dal 2008 al 2014, il duo ha fatto parte della piattaforma di ricerca internazionale per le arti performative, le scienze e le tecnologie Vision Forum, con sede in Svezia.

Risorse: info sull'installazione The cave qui.

[Immagine: Grossi Maglioni, Occupazioni: The Cave, 2021, vista dell’installazione, corde, pietre, tessuti, dimensioni variabili. Foto Martin Marenčin. Courtesy Kunsthalle Bratislava]

TAG: grossimaglioni, francescagrossi, veramaglioni, artiste, artisti, artists, arte, art

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