Homo conductor

Intervista a Giu.ngo-lab per Homo conductor

Intervista a Giu.ngo-lab (glab) sul workshop per open call HOMO CONDUCTOR 2020
 
a cura di G. Rossi

Il 24 settembre l'exhibition del workshop di Homo conductor ha inaugurato il suo evento finale espositivo con un altissimo numero di presenze e nel contempo un’attenta e rigida attenzione alle norme anticovid in una cornice straordinaria come le cave tufacee di San Giorgio Jonico. Il gruppo Glab ha concluso il suo workshop, svoltosi nel mese di settembre con i 17 giovani artisti selezionati per Open Call nazionale tra gli Istituti di alta formazione più prestigiosi del territorio nazionale. Il progetto collettivo Giu.ngo-lab (glab) nasce ufficialmente il 20 Luglio del 2012 e prende il nome letteralmente da una sciarada nata della firma dell’artista Giuseppina Longo che segna il sodalizio artistico con Angelo Fabio Bianco, dottore zootecnico delle specie acquatiche.  La parola "giungo" traduce il lavoro a più mani per "giungere" allo stesso obiettivo.
La loro unione diventa cuore e corpo di un progetto comune che punta alla creazione di uno spirito contemporaneo. Uno studio artistico in cui l’ambiente biologico viene messo a confronto con l’impatto antropologico e sociale dell’uomo, al fine di provocare una reazione nella coscienza collettiva che tenga in considerazione i principi imprescindibili dell’ecosostenibilità intellettuale.
L’acqua, metafora della vita costituisce il leitmotiv del progetto, posta come substrato sul quale si possa radicare il seme del rinnovamento. Un lavoro di sinergia installativa a cui prende parte dopo poco tempo la designer tarantina Maria Paola Minerba. Nel 2012 il progetto Giu.ngo-LAB comincia la sua attività esponendo in diversi contenitori, alcuni tra i quali: Sala Dogana a Palazzo Ducale di Genova, Camec, Centro di Arte contemporanea di La Spezia, Castel dell'Ovo di Napoli, QC Termemilano, Palazzo Officina eventi ex fond. Fizzacarraldo di Milano e Palazzo QCTorino e per le gallerie Innerspace, Fusion Art di Torino e Spazio 52 di Altamura (BA) etc.

Giu.ngo-Lab è anche pseudonimo dell'artista Giuseppina Longo in diversi progetti, collaborazioni e workshop con le Istituzioni e con altri artisti, operazioni artistiche nelle quali mettere sempre a tema la coscienza collettiva per l'ambiente. Usare questo nome rappresenta la mission sociale a cui l'artista attiene per instillare anche solo un piccolo seme nei suoi collaboratori, Giu.ngo-.Lab è fucina dei valori e dei talenti.  
Il gruppo esiste anche in ogni singolo dei suoi componenti e vive nelle vite professionali di ogni suo membro. 

Come è stato per voi gestire una mole ingente di lavoro organizzativo in un solo mese di lavoro?
-Glab è un collettivo, e questa è la nostra forza, ognuno di noi ha un ruolo e dei compiti precisi e il nostro lavoro è un’armonia tra le parti. Un mese o un anno non fanno differenza per noi, grazie alla nostra forte unione riusciamo a lavorare con solerzia e certamente con non pochi imprevisti tentando però di fare il possibile per il nostro obiettivo finale.

Come è nato il progetto Homo Conductor?
-Il workshop nasce dall’esigenza di dare una continuità alla nostra ricerca che si sviluppa su più piani, non solo attraverso l’arte e quindi con la creazione di opere nostre ma anche attraverso la creazione di uno spirito condiviso votato al “pensiero pulito ”, pertanto se un pensiero si amplifica e si condivide, allora il movimento cresce. Sostanzialmente un pensiero pulito diventa una mole di pensieri puliti e di buoni intenti, che a sua volta generano un arte votata alla creazione di uno spirito sostenibile che porti tutti ad agire positivamente per il proprio territorio. Homo conductor è un uomo conduttore di idee, colui che attraverso gli altri lavora per la propria Terra. 

Come siete partiti per definire il progetto?
-siamo partiti dall’esposizione Pater a Matera nel 2019, curata dalla storica dell’arte Simona Caramia con la Direzione artistica di Giancarlo Chielli, oggi Direttore dell’Accademia di Belle arti di Bari, rassegna coordinata dallo storico Valerio Vitale con un lavoro dal titolo 200 mt di filo conduttore, un lavoro su Carlo Levi e Rocco Scotellaro realizzato in residenza presso la Fondazione Sassi di Matera. Il nostro lavoro si configurava come una rilettura di Lucania 61, storico telero di Carlo Levi in chiave contemporanea, tentando di rileggere la Lucania di oggi attraverso quella di ieri. Il lavoro è stato realizzato con un filo conduttore di circa 200 mt, installato appositamente per la Fondazione Sassi senza mai tagliare il filo, a questo link potete vedere il video dell’allestimento dalle riprese a 360° in Hiper Laps di Fabio Plasmati, https://www.youtube.com/watch?time_continue=4&v=JBjgLf-7eK0&feature=emb_logo&ab_channel=FabioPlasmati.

Ho visto il vostro lavoro esposto per la mostra Pater e l’ho trovato davvero interessante ed efficace, ritengo che si veda un passaggio storico importante della storia della terra materana in parallelo con i nostri giorni. Come vi ha portato in queste splendide cave?
-Sostanzialmente noi volevamo che il filo conduttore si smaterializzasse diventando un intento che avrebbe potuto muovere questi giovani artisti, da oggi facente parte della famiglia di glab, e che sono letteralmente diventati le nostre parole su un foglio ancora da scrivere. Dunque un filo trasparente fatto di azioni e progetti concreti. Le cave dal canto loro hanno rapito il nostro sguardo dopo essere venuti in struttura, accolti dallo straordinario staff dell’Horse Club Terra Jonica che ha fortemente voluto una nostra azione in questo luogo unico nel suo genere.

Come avete lavorato per la realizzazione del Workshop?
-Siamo stati invitati nella bellissima location di Horse Club Terra Jonica per condurre un’iniziativa culturale e collaterale al Premio Nazionale Dei due Mari, torneo a 5 stelle con lo chef di piste Uliano Vezzani, grande professionista di levatura internazionale. In un secondo momento, innamorati del luogo, abbiamo contattato Nicola Fasano e ci siamo sentiti tutti parte dello stesso progetto, che francamente si è scritto da solo. Successivamente abbiamo indetto l’open call che è partita per invito personale e con contatti interni e poi in seconda istanza, con in un’altra trance per contatti esterni su autocandidatura. Dopo, selezionati i ragazzi, che inizialmente dovevano essere 10 (ora sono 17) abbiamo calendarizzato tre lezioni dilazionate nel tempo di un mese. All’iniziativa ha preso parte come staff del progetto anche l’artista Marina Quaranta, professionista che abbiamo fortemente voluto dentro Homo Conductor e che ha preso parte a tutti gli step del workshop dandoci una significativa partecipazione, molto utile per i nostri giovani corsisti. 

Cosa avete ricercato negli allievi?
-innanzitutto, nella loro ricerca artistica, un’attenzione alle dinamiche della natura, prediligendo portfolio diretti alle problematiche sociali, ma che dimostrassero anche personalità che fossero in linea con Glab, ovvero: aperta, dinamica, determinata e fortemente professionale. Abbiamo ricercato studenti in corso o fuori corso nelle prestigiose istituzioni nazionali che fossero di origini pugliesi e abbiamo scremato sino ad arrivare ad un gruppo ben bilanciato. Abbiamo aggiunto sette alunni del sez. LAS del I.I.S.S Ruggieri di Massafra che svolgessero uno stage con i ragazzi più affermati, trasformando l’iniziativa anche per loro in una vera opportunità.

Come sono nati i lavori degli artisti che avete selezionato?
-I lavori sono nati dai ragazzi che sono stati preparati sulla tematica di …un altro futuro possibile. Essi sono stati a diretto contatto con il luogo (Le Tagghiate di S.G.J) maturando dei lavori che in un secondo momento sono stati condivisi con il gruppo di lavoro. Infine l’allestimento ha restituito per alcuni di loro tutte le problematiche di un luogo così puro e complesso sino ad arrivare alla mostra che avete visto ieri sera.

Avete un lavoro preferito che meglio inquadra la poetica di glab?
-non ci sono lavori preferiti, noi non abbiamo curato i lavori, per noi glab è un collettivo che si allarga e accoglie pensieri e proposte. La “g”del nostro abbreviativo è per scelta scritta con la lettera minuscola per rimarcare il principio democratico del gruppo. I lavori pensati dagli artisti selezionati al workshop hanno restituito una ricerca poliedrica basata sul filo conduttore, entità che noi intendiamo sia segno del cambiamento sociale, sposandosi con un luogo unico nel suo genere. I nomi degli artisti e le loro scuole sono :Caterina De Donato-Accademia di belle Arti di Brera (Milano)/Claudia Notaristefano - Accademia di belle arti di Firenze/Agostino Ruggiero-Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino/Lorena Ortells - Accademia di belle Arti di Napoli/Melissa Santese- Facoltà di Architettura,Università degli Studi della Basilicata UNIBAS di Matera/ Luca Quercia - Accademia belle arti di Bari/Davide Marrone - Accademia belle arti di Bari/Aurora Avvantaggiato: Diplomata in scultura- presso l’Accademia di belle Arti di Bari/Raffaele Vitto: Diplomato in Scultura presso l’Accademia belle arti di Bari/Angela Campobasso: Diplomata in pittura presso l’ Accademia belle arti di Bari/Mariagrazia Carpignano-L.A.S Massafra-sez. Arti Visive/Francesco Festa L.A.S Massafra-sez. Arti Visive Alessandra Anelli Diplomando L.A.S Massafra-sez Arti Visive/Ilaria Maldarizzi -L.A.S Massafra-sez Arti Visive/Noemi Penna- L.A.S Massafra-sez Arti Visive/Alessia Palmisano L.A.S Massafra-sez Arti Visive e Giada Tinelli L.A.S Massafra-sez Arti Visive 

Qual è il futuro di Homo conductor?
-Il futuro di Homo conductor è Paratissima alla quale siamo invitati per esporre un nostro lavoro per il progetto curatoriale ELOGIO AL CAMALEONTISMO E ALL’INCOERENZA Per sopravvivere al caos contemporaneo a cura di Clara Rodorigo e Margaret Sgarra
All’interno della rassegna condurremo anche un talk con performance che sarà un tentativo di connessione tra Homo conductor e il progetto curatoriale stesso, non vogliamo svelarvi troppo, piuttosto ci vediamo a Torino dal 23 ottobre al 1 novembre.

Altri scenari del progetto, rassegne future?
-Si probabilmente si …creando ancora altre sinergie e dilatando sempre più il filo conduttore. A breve uscirà una pubblicazione del nostro ultimo catalogo con un’appendice dedicato ad Homo conductor che sarà curata da professionisti con cui abbiamo molto in comune.

[Immagine: Senza titolo, Luca Quercia]

Catalogo dell'evento

TAG: homoconductor, workshop, giungolab, artistiemergenti, artecontemporanea, contemporaryart, contemporaryartists, artisticontemporanei

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